CLEGAR — Marine Geoscience & Offshore Advisory

La classificazione del tempo nave: chi paga la giornata in cui non si è lavorato

Una campagna offshore si fattura a giornate, e ogni giornata porta un'etichetta: acquisizione, transito, weather standby, guasto. L'etichetta non descrive soltanto che cosa è successo. Decide chi paga.

Viene assegnata a bordo, di solito la sera, da chi compila il rapporto giornaliero (il daily progress report): spesso alla fine di un turno, quasi sempre dal contractor. È una delle poche decisioni di una campagna che valgono decine di migliaia di euro e che nessuno tratta come una decisione.

Perché la parola conta più del fatto

Nei contratti di noleggio offshore della famiglia SUPPLYTIME, la clausola di off-hire elenca le cause che sospendono il nolo: carenza di equipaggio, sciopero, guasto di macchinari o strumentazione, danni allo scafo o altri incidenti alla nave. Per il tempo perso il nolo non è dovuto, e il costo resta al contractor.

Il meteo non è in quell'elenco. Una nave ferma perché il mare supera i limiti operativi resta on hire: il committente paga la giornata per intero.

L'elenco ha però un confine che conta: la stessa clausola esclude dal caso del guasto la strumentazione installata a bordo dal noleggiatore. Se lo strumento che si ferma è stato portato dal committente, il suo guasto non sospende il nolo. Chi fornisce lo spread decide quindi anche chi paga quando lo spread non funziona, e questa è una verifica da fare sul contratto prima che sul rapporto giornaliero.

Da qui l'asimmetria che governa tutto il resto. La stessa nave, lo stesso mare, le stesse ventiquattro ore in cui non si è acquisito un metro di dato: costano al contractor se la causa è un guasto, al committente se la causa è il meteo. Fra le due possibilità non c'è una misura. C'è una parola scritta in un rapporto.

Un esempio pratico

I valori che seguono sono sintetici – costruiti per illustrare il meccanismo, non tratti da progetti reali – ma la struttura è ricorrente.

Una campagna geofisica di 28 giorni. A fine lavori il riepilogo dei rapporti giornalieri si presenta così:

Categoria di tempoGiorniA carico di
Acquisizione16committente
Transito2committente
Weather standby7committente
Off-hire per guasto3contractor
Totale2825 al committente

Venticinque giornate fatturabili su ventotto. Il totale torna, e nessuno contesta i tre giorni di guasto: li ha dichiarati il contractor stesso.

Chi rivede i rapporti giornalieri, però, incrocia ogni voce di weather standby con lo stato del mare registrato. Due delle sette giornate riportano altezze d'onda significative di 1,4 m e 1,6 m, contro un limite operativo contrattuale di Hs ≤ 2,5 m per l'acquisizione. In quelle due giornate la nave non ha lavorato perché il sensore di moto (MRU), parte dello spread fornito dal contractor, dava un'uscita degradata: con quel mare – dentro i limiti, ma non calmo – il dato risultava fuori specifica.

Non è weather standby. È strumentazione che non funziona, e un mare che si limita a mettere in luce il difetto.

Categoria di tempoCome riportatoDopo la revisione
Weather standby75
Off-hire per guasto35
Giornate a carico del committente2523
8%del tempo nave fatturato

Due giornate: l'8% delle venticinque che erano state fatturate al committente. La durata della campagna non cambia di un'ora: cambia da quale parte del contratto cade.

La verifica che lo rileva

È un controllo che si fa con un confronto, a condizione che qualcuno lo faccia: si prende ogni voce di weather standby e si confronta lo stato del mare registrato in quell'intervallo con il limite operativo scritto nel contratto.

Una giornata di standby dichiarata con il mare ben dentro i limiti operativi non dimostra nulla da sola, ma è una domanda che merita una risposta scritta. Se le risposte non arrivano, o arrivano identiche per giornate diverse, la classificazione non regge.

Il controllo funziona solo se lo stato del mare è registrato accanto alla voce di standby, dalla fonte che il contratto ha nominato. Se il dato meteo e il rapporto giornaliero vivono in due documenti che nessuno incrocia, la verifica è impossibile – ed è esattamente così che quasi tutte le campagne sono organizzate.

L'obiezione che arriverà

Un contractor risponderà, correttamente, che l'altezza d'onda significativa da sola non definisce l'operabilità. Un mare di 1,4 m al traverso con periodo corto può essere peggiore, per un trasduttore multibeam montato sullo scafo, di 2,2 m con mare di prua. Direzione relativa e periodo contano quanto l'altezza, e un limite scritto come numero singolo non li contiene.

L'obiezione è fondata, e non smonta la verifica: la sposta. Il criterio non è «Hs sotto il limite, quindi la classificazione è sbagliata». Il criterio è che il limite operativo vada scritto come inviluppo – altezza, periodo, direzione relativa – e che ogni voce di standby dichiari quale condizione sia stata superata.

Un limite espresso con un numero solo non previene la controversia: la prepara, perché lascia a ciascuna parte la possibilità di avere ragione.

Cosa richiedere nella specifica

  • 01Categorie di tempo esaustive, senza voce residua. Ogni ora della campagna deve ricadere in una categoria definita nel contratto. Una voce «altro» è il posto dove finiscono le giornate che nessuno vuole discutere.
  • 02Lo stato del mare accanto a ogni voce di standby. Altezza d'onda significativa, periodo e direzione relativa, dalla fonte nominata nel contratto – sensore di bordo o hindcast – e non da due documenti diversi a seconda di chi scrive.
  • 03Il limite operativo come inviluppo, non come numero. Con l'indicazione dell'attività a cui si applica: acquisizione, messa a mare, recupero e transito non si fermano allo stesso mare.
  • 04La zona grigia definita in anticipo. Strumentazione degradata ma non guasta: è off-hire, è standby, o è lavoro pagato a tariffa ridotta? È lì che finisce la maggior parte delle controversie, ed è il punto che quasi nessun contratto affronta.
  • 05Il rapporto giornaliero controfirmato ogni giorno. Dal rappresentante del committente a bordo, entro ventiquattro ore. Un rapporto approvato a fine campagna non è una verifica: è una ricostruzione fatta quando nessuno ricorda più il mare di quel martedì.
  • 06Le categorie del rapporto riconciliate con quelle della fattura. Sono quasi sempre due tassonomie diverse, compilate da uffici diversi. Finché nessuno le mette in colonna, la classificazione può cambiare fra il mare e l'amministrazione senza che si veda.

Il punto di fondo

Il tempo nave è la voce di costo più grande di una campagna offshore, e si assegna con una parola scritta a bordo da chi ha interesse a scriverne una piuttosto che un'altra. Non è malafede: è un conflitto di interessi strutturale, lasciato senza un controllo.

Il controllo costa poco – incrociare due colonne che il contratto può obbligare a esistere – e va previsto prima che la nave parta. Dopo la consegna si può ancora fare, ma a quel punto non è più una verifica: è una contestazione, e si discute con chi ha già emesso la fattura.

Riferimenti

  • BIMCO SUPPLYTIME 2017, clausola 13(a) – off-hire: carenza di equipaggio o di dotazioni dell'armatore, sciopero dell'equipaggio, guasto di macchinari e/o strumentazione, danni allo scafo o altri incidenti alla nave. La stessa clausola esclude la strumentazione installata a bordo dal noleggiatore ai sensi della clausola 4.
  • The Shipowners' Club, confronto fra WINDTIME e SUPPLYTIME – nei noleggi per l'eolico offshore il rischio meteo è spesso diviso rispetto alla capacità garantita della nave: un'allocazione diversa, utile come termine di paragone.

CLEGAR fornisce project management e technical assurance per campagne offshore. Se state impostando la specifica di una campagna, o state rivedendo un consuntivo di tempo nave che vi è stato consegnato, ne parliamo volentieri.

info@clegar.it

← Tutti gli articoli